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Un Sindaco, un Repubblicano,un Amico
PEDORI GUERRINO


UN SINDACO ,UN REPUBBLICANO,UN AMICO

Cenni biografici di un Romagnolo Repubblicano che ha vissuto due dopoguerra, forse tre: Guerrino Pedori.

Gli inizi sono da romanzo ottocentesco. Nasce a Basilea il 10 aprile del 1916, da Angelo Pedori e Amalia Cortesi, che, come tanti altri Italiani, erano emigrati in Svizzera per trovare lavoro: ancora oggi, nei paesi vicini a Basilea, vivono numerosi Pedori, figli e nipoti dei fratelli di Angelo. I genitori sono una bella sintesi della Romagna: il padre viene da Marradi e la madre da Cesenatico, dunque dalla montagna al mare.
Con la guerra c'è il ritorno in patria, l'arruolamento del padre Angelo e la sua morte nel 1918 a causa dell'epidemia di Spagnola: orfano a due anni. La vita della madre Amalia è dura: Guerrino ha due anni e la sorella Rina sette, quando la famiglia si trasferisce a Forlimpopoli e la madre apre un'osteria sulla via Emilia. Per un certo periodo abitano o, per meglio dire, dormono nella vecchia chiesa sconsacrata dove ora c'è il ristorante "'L'Aldiquà", poi si trasferiscono in una casa affacciata sul cortile dietro l'osteria e quella rimarrà la "casa" fino ai primi anni '60. Guerrino incontra da bambino quella modalità di vita che gli è sempre piaciuta di più, la vita dei cortili e delle strade del paese: mentre la madre e la sorella devono lavorare, lui è libero di scorrazzare. Troppo libero e incontrollabile, tanto che la madre decide di metterlo per due anni in un collegio per orfani a Faenza. L'esperienza non fa altro che aumentare il suo amore per la libertà e dopo due anni di avviamento professionale torna al paese. Frequenta le scuole medie e, dati i buoni risultati, viene inscritto all'Istituto Magistrali ; contemporaneamente partecipa attivamente alle attività sportive distinguendosi nelle gare di atletica. Durante le superiori conosce Oddo Biasini, con il quale stringe un'amicizia che durerà tutta la vita. Dopo il diploma, nel 1936 entra nell'aeronautica militare come sottotenente pilota di bombardieri. Nel 1939 viene inviato in Etiopia, nel 1940 fatto prigioniero dai militari inglesi e tradotto in un campo di prigionia in Kenia, dove rimarrà fino al 1944.Viene congedato col grado di Capitano pilota.interessi per la politica attiva e l'avvicinamento alle idee repubblicane, sostenute da un forte amore per la libertà e l'indipendenza, che la prigionia ha accentuato, e fondate su un carattere che declina insieme passionalità e immediatezza con umanità e ragione. Nel 1945 torna in patria e si pone il problema del futuro, si inscrive a Ca' Foscari alla facoltà di Lingue, partecipa a concorsi magistrali e comincia la trafila delle supplenze nell'insegnamento. Intanto conosce Iolanda Mordenti. L'anno dopo intensifica la partecipazione all'attività politica nelle file del PRI, è un convinto seguace di Pacciardi, del Sen. Macrelli, e successivamente di La Malfa. Nel frattempo si delinea un gruppo di giovani intellettuali di area repubblicana che partecipano con passione all'attività politica, ci sono Ricci , Frattini, un giovane Matteucci e altri. Il periodo è fortemente segnato dalle dispute ideologiche e i toni, e non solo quelli, raggiungono facilmente livelli pericolosi. Il 30 dicembre del 1946 sposa Iolanda e l'anno successivo inizia la stabilizzazione nell'insegnamento, passando per Villalta di Cesenatico e arrivando a Sant'Andrea di Forlimpopoli.
Continua l'attività politica e nel 1951 viene eletto primo ed unico sindaco repubblicano del paese.
I primi anni '50 sono caratterizzati da forti tensioni, soprattutto tra le due anime popolari in Romagna, comunisti e repubblicani, e l'amministrazione deve confrontarsi con rigide contrapposizioni, che saranno in parte superate attingendo alla sua carica di umanità che gli fa smussare gli scontri, che pure gli piacciono, alla ricerca di una soluzione realmente praticabile. E' di questi anni l'amicizia reciproca e il rispetto con Alberto Aramini. Rieletto ancora sindaco nel 1956, persegue l'idea di spingere lo sviluppo del paese impegnandosi per l'insediamento dell'ORBAT e, all'inizio dell'iter, per la costruzione della SFIR.
Queste attività lo portano a essere nominato Cavaliere al Merito della Repubblica.
Intanto il gruppo dei giovani sodali è cresciuto, anche in età ed esperienza, e vengono gettate le basi di diverse attività, tra le quali la nascita della PRO LOCO, società che proporrà iniziative culturali e sportive di matrice " laica", cioè affrancata da schieramenti ideologici.
Nel 1960, dopo due mandati, torna all'insegnamento e resta in Consiglio Comunale per altri 5 anni.
Muore in un incidente stadale il 17 Novembre del 1993.



Categoria: PRI Forlimpopoli Data di creazione: 03/12/2014
Sottocategoria: Forlimpopolesi e Repubblicani DOC. Data di modifica: 03/12/2014
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